Il Shilajit, questa resina misteriosa che trasuda dalle rocce dell’Himalaya, ha una ricchezza minerale eccezionale, con non meno di 85 minerali diversi, il che lo rende uno dei complementi naturali più completi mai scoperti.
Gli studi scientifici recenti confermano ciò che la tradizione affermava già: ogni minerale presente nello Shilajit svolge un ruolo preciso nel nostro organismo.
[Inserire qui widget: Avviso/Riquadro] Titolo: Informazione Importante. I minerali sono presenti in basse quantità (ppm). I componenti chiave restano gli acidi fulvici e umici. Unità: ppm = parti per milione (mg/kg).

La lista completa dei minerali che compongono lo Shilajit
Il quadro contiene la lista completa(*) dei minerali contenuti nello Shilajit puro prima della commercializzazione: il nostro quadro permette di classificare gli elementi seguendo diverse categorie.
[Inserire qui widget: Calcolatrice/Tabella interattiva] Tipo: Tabella ordinabile dei minerali (Nome, Formula, Quantità ppm, Categoria). Filtri: Essenziali, Oligoelementi, Terre Rare, Terapeutici.
Come agiscono i minerali dello shilajit sul sistema nervoso e l’energia?
Lo shilajit himalayano è particolarmente ricco di potassio, sodio, ferro e zinco, minerali essenziali per il funzionamento ottimale del sistema nervoso e la produzione di energia. Le analisi di alcuni studi mostrano che la concentrazione di minerali può variare considerevolmente in base alla provenienza dello shilajit.
[Image of nerve impulse transmission]
Il combo potassio-sodio: elettroliti essenziali
Il potassio, presente in alta concentrazione (circa 21,5 g/L), associato al sodio (1580 ppm), forma un duo di elettroliti perfettamente equilibrato. Molto bene, ma in che modo questi due nutrienti possono servirci nel nostro corpo?
Ebbene, questo duo è particolarmente interessante per gli sportivi, poiché contribuisce a:
- La trasmissione ottimale degli impulsi nervosi
- La contrazione muscolare efficace
- L’idratazione cellulare
Il ferro e lo zinco: i minerali energizzanti
Anche qui le ricerche hanno mostrato che il ferro presente nello shilajit himalayano (circa 145 ppm) si distingue per una biodisponibilità molto elevata
La biodisponibilità è la quantità di sostanza che viene utilizzata dall’organismo rispetto a quella che viene somministrata, più una sostanza è biodisponibile, meno ci sono “perdite”
E questa biodisponibilità può avvenire in gran parte grazie alla presenza naturalmente importante dell’acido fulvico nello shilajit, il che lo rende un alleato di scelta per combattere la fatica e ottimizzare il trasporto dei nutrienti nell’organismo.
Lo zinco (31 ppm), a sua volta, svolge un ruolo cruciale in oltre 300 reazioni enzimatiche legate alla produzione di energia. Gli studi che abbiamo analizzato suggeriscono che la sua presenza nello shilajit contribuisce a:
- Rafforzare il sistema immunitario
- Ottimizzare la sintesi proteica
- Migliorare il recupero post-sforzo
Ciò che ci affascina particolarmente è il modo in cui questi minerali interagiscono tra loro nello shilajit. Le ricerche mostrano che la loro azione sinergica è “potenziata” (che significa “rafforzata”) dagli altri componenti naturali di questa resina millenaria, in particolare gli acidi umici e ancora una volta, come avrete capito, gli acidi fulvici.

Quali sono le proprietà antiossidanti degli oligoelementi dello Shilajit?
Lo shilajit possiede un’attività antiossidante notevole, con un tasso di neutralizzazione dei radicali liberi che raggiunge il 95-97% secondo gli studi recenti. Questa potente azione antiossidante è dovuta alla presenza sinergica di diversi oligoelementi chiave: il selenio, il rame, il manganese e il cromo.
Durante i nostri studi e ricerche riguardanti lo Shilajit, siamo stati particolarmente impressionati dall’indice ORAC (capacità di assorbimento dei radicali ossigenati) dello shilajit, che risulta essere nettamente superiore a quello di molti superalimenti come i mirtilli. Le analisi scientifiche mostrano che il selenio, presente a circa 93 ppm in alcuni campioni, svolge un ruolo fondamentale in questa attività antiossidante.
Il rame e il manganese lavorano in tandem nello shilajit, con concentrazioni rispettive di circa 9-13 ppm e 16 ppm. Ciò che ci affascina particolarmente è il loro ruolo nella protezione cellulare:
- Il rame partecipa alla produzione di enzimi antiossidanti
- Il manganese rafforza la superossido dismutasi (un potente antiossidante naturale)
- Insieme, contribuiscono alla protezione delle membrane cellulari
Le ricerche dimostrano che questi oligoelementi, sempre combinati agli acidi fulvici dello shilajit, offrono una protezione particolarmente efficace contro lo stress ossidativo.
Il cromo, sebbene presente in quantità più basse, completa questa azione antiossidante giocando il suo ruolo nel metabolismo del glucosio. Una particolarità che farebbe dello Shilajit un alleato per gli sportivi che desiderano recuperare meglio, o che desiderano migliorare la loro glicemia.
Come contribuiscono le terre rare dello shilajit alla sua efficacia?
Lo shilajit si distingue anche per la presenza unica di terre rare, tra cui il lantanio, il cerio, il praseodimio e il neodimio. Questi elementi, particolarmente rari nei complementi alimentari tradizionali, contribuiscono in modo significativo all’equilibrio minerale globale dello shilajit e alle sue proprietà bioattive.
Le ricerche scientifiche recenti mostrano che il lantanio, primo di questi elementi notevoli, svolge un ruolo strutturale fondamentale nella composizione dello shilajit. Partecipa alla creazione di complessi molecolari che facilitano l’assorbimento degli altri minerali.
Il cerio, a sua volta, si rivela particolarmente interessante per la sua azione a livello cellulare. Gli studi suggeriscono che contribuisce a:
- Stabilizzare le membrane cellulari
- Ottimizzare gli scambi ionici
- Sostenere la funzione mitocondriale
Il duo praseodimio-neodimio presenta proprietà altrettanto affascinanti. Le ricerche condotte sullo shilajit mostrano che queste due terre rare agiscono in sinergia per:
- Rafforzare la struttura molecolare dello shilajit
- Migliorare la biodisponibilità degli altri minerali
- Mantenere la stabilità dei composti bioattivi
Ancora una volta, tutto questo piccolo mondo interagisce con il componente principale dello shilajit che è l’acido fulvico.
Ma oltre a queste terre rare, lo shilajit contiene infine minerali con proprietà antimicrobiche e adattogene particolari…
Quali sono le proprietà uniche dei minerali specializzati dello shilajit?
Lo shilajit contiene minerali con proprietà eccezionali che possono anche avere un effetto sul sistema immunitario e lo stress. Le ricerche scientifiche hanno evidenziato in particolare tre categorie distinte di minerali specializzati: antimicrobici, adattogeni e immunomodulatori, ciascuno con un ruolo specifico nei suoi effetti terapeutici.
I minerali antimicrobici naturali
L’argento e il bismuto presenti nello shilajit (rispettivamente 2,8 ppm e tracce) hanno dimostrato notevoli proprietà antimicrobiche. Gli studi mostrano che questi minerali contribuiscono alla capacità dello shilajit di:
- Combattere alcuni ceppi batterici
- Rafforzare la risposta immunitaria naturale
- Mantenere l’equilibrio della flora intestinale
Il germanio, minerale adattogeno per eccellenza, è particolarmente interessante per gli sportivi. Le ricerche che seguiamo da vicino presso Dix mostrano attualmente che aiuterebbe l’organismo a:
- Gestire meglio lo stress fisico e mentale
- Ottimizzare l’ossigenazione cellulare
- Migliorare il recupero dopo lo sforzo
Infine, concludiamo questa lunga lista con il duo zinco-gallio. Lo zinco (31 ppm), già menzionato per le sue proprietà energizzanti e nel nostro articolo su come lo zinco migliora le vostre prestazioni sportive, lavora in sinergia con il gallio per modulare la risposta immunitaria in modo intelligente ed equilibrato.
(*) Lo Shilajit Puro non trattato può anche contenere una presenza minima di Mercurio, Cadmio, Uranio e Piombo, che sono elementi tossici. Lo Shilajit venduto è trattato con protocolli di purificazione estremi per garantire la sicurezza dei prodotti e degli utenti
Pubblicazioni scientifiche
- « Analisi inorganica e attività antiossidante dello Shilajit » (Studio dettagliato sulla composizione minerale e le proprietà antiossidanti dello shilajit) DOI: 10.1155/2012/674142
- « Shilajit: Un fitocomplesso naturale con una potenziale attività procognitiva » (Ricerca sugli effetti dello shilajit sulle funzioni cognitive e la composizione minerale) DOI: 10.1155/2012/674142
- « Sicurezza ed efficacia dello Shilajit (Mumie, Moomiyo) » (Valutazione approfondita della sicurezza e dei benefici dello shilajit) DOI: 10.1002/ptr.5018
- « Attività di fissazione del complemento dell’acido fulvico dello Shilajit e di altre fonti naturali » (Studio sulle proprietà biologiche dei componenti dello shilajit) DOI: 10.1002/ptr.2635
- « Studio morfometrico delle cellule ippocampali di ratto primarie esposte allo Shilajit » (Ricerca sugli effetti cellulari dello shilajit) International Journal of Alzheimer’s Disease, Vol. 2012 Link allo studio